Lui voce, Lui notizia

Il pensiero del Don

Omelia IV Domenica di Quaresima, detta del Cieco nato

E’ Interessante come i Vangeli, in alcuni incontri che Gesù fa, concentrano l’attenzione sullo sguardo. Sottolineano come Gesù ha un suo particolare modo di vedere, di osservare, di accorgersi delle cose e della gente. Leggendo chi gli si pone davanti guardandolo in volto, raggiungendolo dentro, senza ferire e senza giudicare, così come è accaduto a quest’uomo cieco dalla nascita. Al centro di questo racconto non sta Gesù, che compare all’inizio e alla fine dell’episodio, ma anzitutto lo sguardo confuso dei discepoli, dei vicini, dei genitori e dei farisei nei confronti di questo cieco che torna a vedere. Tutti presi da una domanda che sembra non trovare una risposta: perché quest’uomo è cieco?

Alla ricerca di giustificazioni e pregiudizi che con il Vangelo non hanno nulla da spartire e che arriva a concludere: quest’uomo è cieco perché è un peccatore! Cominciano i discepoli: “Chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?”; poi arrivano i vicini che faticano a riconoscerlo. Anche i genitori, per non compromettersi, prendono le distanze. Infine, i farisei emettono una sentenza piena di risentimento: “Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?”. Le ragioni che spiegano la cecità di quell’uomo si riducono a una sorta di ossessione che finisce per vedere peccato ovunque. È curioso il fatto che la parola greca usata sia presbiopia, cioè vedere bene da lontano e meno da vicino. Potremmo dire che l’azione del guardare è diversa dall’azione del vedere: si può guardare una persona, uno spettacolo, un avvenimento da lontano e conservarne anche il ricordo, ma vedere è diverso vuol dire avere l’intelligenza di comprendere cosa c’è nel cuore e nella mente dell’altro. Se fatto con la dovuta attenzione e carità, si impara a vedere l’altro non con permalosità o con spirito di antagonismo ma con la sensibilità che mostra stima e compassione. Il cieco nato, guarisce perché impara da Gesù ad indirizzare lo sguardo nella giusta direzione e con quella capacità di verità che permette di vedere l’altro per quello che è davvero. Spesso noi cerchiamo di sminuire gli altri e i loro successi, abbiamo bisogno di sentirci confermati, abbiamo necessità di sentire che qualcuno ci dica che noi siamo i migliori. Ciascuno ha le proprie povertà e le proprie cecità. E’ necessario un profondo cammino spirituale e umano che ci aiuti a maturare lo sguardo su se stessi, sugli altri e sulla realtà per poter offrire un lucido giudizio cristiano. Impariamo a sintonizzarci con lo sguardo di Dio. Imparando a vedere come Gesù: che accoglie tutti e vigila sempre, insegnandoci ad accorgerci anzitutto di coloro che non contano agli occhi della gente, ma sono molto importanti agli occhi di Dio. “Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio”. Utilizziamo questo tempo per un profondo esame di coscienza che ci guiderà nella confessione pasquale (ovviamente appena sarà possibile!!). Impariamo a vedere vincendo la superficialità del guardare. Anche in questa cecità, nel contesto di questa precarietà e di questa sofferenza si nasconde un’occasione di grazia, una manifestazione della grandezza di Dio. E proprio questo spiazza tanti nostri ragionamenti. Quanto interessa ai farisei della sinagoga accorgersi e dare obiettivamente spazio alla grazia di Dio più che al loro rancore e alla loro invidia? Mentre quest’uomo comincia a vedere la realtà con i suoi occhi, quei farisei diventano sempre più rigidi e ciechi dentro. Incapaci di vedere come Dio è sempre all’opera. “Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane” dirà ancora Gesù rivolgendosi a loro, commentando l’accaduto. O si entra nello sguardo di Dio o il peccato, come una grande lente deformante, continuerà a falsare la nostra visione del mondo e delle persone che lo abitano.

E’ difficile sostenere lo sguardo. E’ difficile guardare negli occhi il proprio interlocutore. E’ più facile trovare dei mediatori (Schermo della TV, PC, cellulare…. Etc…) che ci fanno trovare il coraggio di parlare senza affrontare l’altro, cioè senza dover ricorrere al coraggio di guardare in faccia la verità. Gesù ci sta insegnando l’arte del guardare agli uomini con gli occhi di Dio. Dobbiamo imparare sempre più intensamente che amare qualcuno è rivelargli la sua bellezza e che dunque, per il Vangelo, è urgente aiutare qualcuno a vedere, allargando lo sguardo per accorgersi di Dio. Gesù, infatti, vede il cieco e subito lo risana. Regalandogli sicurezza e schiettezza. Sprigionando in lui un coraggio impensabile. Rileggendo le diverse situazioni avverse nelle quali quest’uomo s’imbatte, s’intravvede una sorta di progressiva illuminazione. E alla fine è ancora Gesù che va incontro a colui che era stato cieco, ma ora ci vede bene: “Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: ‘Tu, credi nel Figlio dell’uomo? Egli rispose: ‘E chi è, Signore, perché io creda in lui?’ Gli disse Gesù: ‘Lo hai visto: è colui che parla con te’. Ed egli disse: ‘Credo Signore!’. E si prostrò dinanzi a lui”. Preghiamo perché anche questo tempo ci aiuti a recuperare l’umanità necessaria che permette di convertire il modo di guardare il mondo, la realtà e se stessi.

Buona domenica a tutti!!!

Prossimi appuntamenti

– Ogni settimana potremo contribuire ai bisogni della Caritas Parrocchiale attraverso la donazione di vari alimenti: in questa quarta settimana di Quaresima si raccoglie: olio (presso la Madonna del Latte in Chiesa Parrocchiale).

– Tutte le Celebrazioni Liturgiche sono sospese fino a data da destinarsi. Sono inoltre sospese tutte le attività dell’Oratorio (catechesi, riunioni, incontri, prove, cene, Agorà, Terza Età) che rimarrà chiuso fino a nuova comunicazione. Anche la Segreteria Parrocchiale rimarrà chiusa.

– Anche durante questa quarta settimana di Quaresima, ogni giorno potrete trovare sul sito della Parrocchia una breve riflessione sulla Liturgia della Parola quotidiana.

Il Signor Sindaco, insieme all’amministrazione comunale, mi chiede di avvisare che:
– Il Cimitero resterà chiuso, fino a nuova comunicazione, per evitare assembramento di persone, in ottemperanza alle varie ordinanze destinate a proteggerci dal contagio del corona virus;
– Nel primo pomeriggio di ieri (sabato 21 marzo), si è verificato un incendio presso la ditta Gallazzi di Gallarate che lavora materie plastiche. A noi che viviamo in zona è consigliato di tenere chiuse le finestre e non lasciare ad asciugare i panni all’esterno. Questo per preservarci da eventuali contatti con sostanze tossiche. Si tratta evidentemente di accortezze che non devono generare panico, ma solo far maturare la virtù della prudenza.